Eroi tra noi

12.03.2025

Intervista con Umberto Bistagnino

Egregio Signor Umberto Bistagnino, inizierò in un modo del tutto non convenzionale. Probabilmente fino a un certo punto la tua vita era del tutto normale e non ti distinguevi dalla comunità. Come descriveresti la storia della tua vita prima del punto di svolta?

Mi chiamo Umberto Ristagnino vengo da Torino o 54 anni e sono impegnato socialmente per la tutela dei minori.

Prima dell'aggressione mafiosa subita conducevo una vita assolutamente normale. Ero separato con una figlia piccola che all'epoca dei fatti non aveva ancora dieci anni. Avevo un lavoro nell' immobiliare che andava bene vivevo più che decorosamente e avevo delle proprietà di famiglia ereditate da generazioni. Non avevo problemi economici né debiti. I rapporti con la mamma di mia figlia nonostante attriti antecedenti non indifferenti generati dalla gestione dell' affidamento condiviso di nostra figlia andavano bene da anni, si erano normalizzati. Ho una sorella e prima dell'aggressione mafiosa i rapporti erano ottimi anche con lei.

La mia vita era piena di lavoro, di cose belle, con le normali difficoltà della vita da affrontare. Ero un padre felice, una persona felice e avevo una figlia felice da crescere. Mio tempo libero lo investivo nel mio impegno sociale nel volontariato a tutela minorile. Voglio fare una premessa : il cambiamento non lo si percepisce subito, in quanto non si tratta solo di mafia ordinaria ma di organizzazioni corporative, lobby di potere riunite contro una persona al fine di distruggerla. Non si viene " avvisati " prima, diversamente la persona comprenderebbe e correrebbe ai ripari in maniera solerte.

Ho notato già circa un lustro prima che succedevano alcune cose strane, intorno a me, ma le attribuivo alle normali vicissitudini della vita di ogni persona, non collegavo gli eventi fra loro. Continuavo la mia esistenza, il mio impegno sociale, la mia vita di genitore, coltivavo i miei rapporti di amicizia e famigliari come sempre. Nel 2018, quando avevo quindi già 48 anni, ho iniziato a comprendere che qualcosa di grave stava avvenendo. Il mio impegno sociale aumentava e stavo indagando sul traffico di minori verso genitori adottivi, case famiglia, comunità. Ho una mente empirica e un quoziente intellettivo di molto superiore alla media e le mie capacità logiche e di analisi di dati e avvenimenti sono certamente fuori dall' ordinario. Fino a quel momento pensavo fosse un bene, un valore aggiunto per il sistema giustizia, in particolare quello minorile. Invece a qualcuno di molto influente dava fastidio quello che stavo facendo e rinvenendo. Sapevo già del caso Bibbiano mesi prima che venissero arrestati nel processo perché mettendo insieme tutti i dati era palese che vi fosse uno sfruttamento e traffico di minori endemico. E io l'avevo rilevato, cosi come avevo rivelato che dietro, a dirigerlo e manovrarlo vi erano organizzazioni settarie come avvenuto per il Forteto, se non peggio, dove minori o adulti venivano sequestrati, attratti con l'inganno o a seguito di indagini giudiziarie fraudolente solo allo scopo di dividerli dai famigliari, sottrarli dalla loro custodia e deportarli in comunità.

Ho visto però un business che andava ben oltre, ho individuato realmente una parte di istituzioni con metastasi criminali al loro interno, delle quali non so quanto erano e sono consapevoli.

Quando mi sono reso conto che quello che avevo rilevato era una pedomafia, con soggetti influenti a dirigerla mi sono trovato addosso una articolatissima criminalità organizzata a cercare di impedirmi in gni modo di continuare a indagare.

Dal 2018 hanno iniziato a pedinarmi, anche quando ero con mia figlia piccola, ad hackerare i miei sistemi informatici, a farmi avvicinare da persone sotto mentite spoglie allo scopo di compiere reati contro la mia persona. La mia abitazione è stata violata più volte, hanno scassinato sette volte la serratura, jammato antifurto con facilità. Hanno trafugato documenti, hanno rubato e spostato oggetti arrivando perfino a spaccare alcuni giocattoli di mia figlia.

Nel volgere di pochi mesi dalla metà del 2018, i reati contro di me si sono susseguiti ininterrottamente.

Ho subito circonvenzione, truffe, reati contro il patrimonio, da parte di più persone tutte collegate fra loro, e vedendo che non riuscivano a fermarmi neanche cosi hanno iniziato a costruire una " macchina del fango di copertura e depistaggio, " grottesca quanto inquietante al fine di terrorismo sociale e di creare indagini fasulle e fraudolente, totalmente scollegate e incongruenti con la mia persona e vissuto. Mi hanno incolpato di detenere armi e munizioni, quando sono un noto pacifista contro le armi e non ho neanche fatto il militare. Sono stato addirittura accusato di avere puntato una pistola che mai ho posseduto nella maniera più assoluta al volto di un noto avvocato torinese che anni prima era l'avvocato della mamma di mia figlia.


Questa persona è dovuta pure andare a testimoniare che mai si era verificato tale grave reato, scagionandomi da tali deplorevoli calunnie.

E' importante mostrare le parole di questa testimonianza perché rendono l'idea della gravità delle azioni di queste consorterie settarie corporative mafiose terroristiche e di come assurdamente riescano a mettere in moto anche le forze dell' ordine per asservire le di loro mitomanie deliranti ossessivo compulsive.

Pochi giorni prima avevo ricevuto la visita a casa di ben sei carabinieri provenienti da due diverse caserme al fine di ricercare armi e munizioni inesistenti. Quando redigevano II verbale erano fra il seccato per essersi mossi a vuoti e l'inorridito più tragicomico per essersi mobilitati per rinvenire due pistole ad acqua di mia figlia.

nonostante questo i reati contro di me sono continuati come se nulla fosse, sono stato accusato di avere invaso la casa dove già vivevo da sette anni, con una indagine distopica di staIking giudiziario durata anni, di avere contratto illegalmente contratti di fornitura con la compagnia elettrica.

Anche tali bufale calunniose venivano puntualmente smentite alla prima udienza dove venivo assolto subito e indagata la persona che le aveva partorite, la stessa che mi accusava di detenere armi e munizioni, la stessa che mi aveva sottratto tutti i miei averi, la stessa che con latri individui della rete aveva creato panico terroristico sociale sulla mia persona

Sempre in quegli, successivi al 2018, dal 2020 in poi ho subito altri reati. Quattro donne, sempre legate alla rete contro la mia persona, contattandomi con dei pretesti, mi hanno derubato di euro 5000 subito dopo che ero crollato emotivamente dopo due anni ininterrotti di reati.

Portate a processo, dopo alcuni anni, e un lavoro eccellente della magistratura ho riottenuto perlomeno la somme che mi avevano derubato ( doc parte della truffa )

Alla fine del 2020 ho subito altre minacce da individui della rete mafiosa ed ero ormai consapevole da due anni di essere sotto gang staIking. Ho scoperto molti dei collegamenti fra gli individui che pianificavano e compivano i reati contro la mia persona e ho iniziato a reagire nel modo giusto.

Nonostante questo, in parte perché non riuscivo più a proteggere la mia privacy, incolumità domestica, i miei spazi vitali e sicurezza mia e di mia figlia che venivano aggrediti in maniera esponenziale, ho dovuto trovare il modo di proteggere mia figlia facendola permanere solo presso abitazione materna.

La madre poi sollecitata, manipolata, e terrorizzata sempre in maniera artefatta e calunnioso terroristico da questa rete mi ha fatto causa per ottenere affidamento esclusivo.

Posso quindi dire a seguito dei reati da me subiti. In quel preciso momento ho ben compreso che lo scopo dell' organizzazione era quello di trafficare anche mia figlia.

Il metodo Bibbiano si basa infatti su campagna terroristica genitoriale e frodi processuali.





Ho chiuso cosi un cerchio sul traffico di minori perché è avvenuto ad opera di una corporazione mafiosa anche facente parte delle istituzioni e per " punirmi " per la mia attività di indagine sul traffico di minori stesso.


Spesso è inconcepibile per lo spettatore che queste cose folli accadano realmente alle vittime del terrore di Stato. Ma siamo positivi. Come affrontarlo e non arrendersi? Cosa devono sapere le persone che ci circondano? 

Voglio rispondere a questa tua importante domanda :

nessuno deve lasciar perdere e davanti alla mafia di qualsiasi entità e portata essa sia, deve indietreggiare.

Quando sai di avere ragione devi andare fino in fondo. Questi soggetti cercano in ogni modo di intimidire o minacciare e pensano sempre di avere una sponda di copertura nei tribunali ma non è cosi. E' vero che hanno certamente degli infiltrati che li proteggono e che sono disposti a coprirli, almeno finché la verità tutta non emerge, e sono solitamente appartenenti a logge massoniche dove la mafia prolifera. la questione famiglia e famiglia ri è molto delicata. Essendo organizzazioni settarie criminali e non solo mafie " ordinarie " hanno una forte capacità di manipolazione non solo giudiziaria ma anche sociale e famigliare. Lamia famiglia ha intorno molti individui che hanno contribuito al traffico di nostra figlia ma non sono in grado di aprire gli occhi e percepirlo nonostante anche la loro vita sia stata demolita da IT organizzazione. Queste mafie settarie usano controllare in maniera ossessiva la famiglia al fine di accertarsi di non essere denunciati e al contempo di mettere i famiglia ri uno contro l'altro col metodo dividi et impera.

Cercano complicità omertose occulte, striscianti, a compartimenti stagni di modo che la vittima non lo rilevi.

Anche la famiglia è sotto attacco ma non è in grado di percepirlo. Neanche davanti a reati eclatanti contro il loro prossimo congiunto. Fatica a pensare di dovere fare fronte comune contro il nemico esterno. Quando la rivisitazione infamante di copertura sulla vittima di mafia cede, la famiglia resta spiazzata.

Si rende conto che la sua omertà o inerzia potrebbe essere incardinata in ambito giudiziario come favoreggiamento degli aggressori ma non se ne rende conto perché sempre manipolata. Queste organizzazioni studiano molto bene le dinamiche famigliari prima di concepire un piano di attacco personalizzato. Lo stalking di gruppo organizzato è un metodo mafioso molto elaborato e in uso nelle organizzazioni settarie, si basa su una deformazione della realtà e una rivisitazione di fatti e reati ad uso e consumo dell' organizzazione. La famiglia non è in grado di capire che è bersaglio della mafia h 24, una mafia subdola quanto pericolosa. Anche gli avvocati vicino ai famigliati fomentano tensioni, vengono proposti in maniera funzionale alla distruzione di tutti i famigliar!.

Solo dopo anni la magistratura comprende almeno una parte del disegno ma bisogna denunciare non solo in procura ma anche sui social. Questo tipo di mafiosi è accanitissimo per l'ossessione perversa verso la vittima ma è anche consapevole che davanti alla pubblica morale le gesta criminali costituenti reato, già processati o meno, sarebbero qualcosa di orripilante e intollerabile per la collettività.

Pavol Pribela, Antimafia Austria